Dal blog Girl Geek Dinners Bologna
RAW DATA NOW! Ovvero ciò che Tim Berners-Lee, il creatore del WWW ormai 20anni fa, ci invita a pretendere oggi, per preparare la prospettiva di domani: un’intelligenza condivisa e potente al servizio di tutti.
Uno scenario non troppo lontano se pensiamo che le interconnessioni tra dati disponibili sono un vantaggio già adesso. Eppure sembra quasi impossibile da immaginare un mondo senza db proprietari, ed è inquietante pensare di perdere il controllo su dati che ci riguardano e che produciamo. Ma la condivisione di dati può essere davvero vantaggiosa: potrebbe facilitare le istituzioni e la burocrazia, non ultimo accelerare la ricerca scientifica e tecnologica…




3 comments
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31/03/2009 a 12:03 pm
Tiberio
è inquietante la pretesa di avere il controllo su dati che ci riguardano e che produciamo.
La flessibilità deve essere prima di tutto mentale.
31/03/2009 a 1:30 pm
Below the bigodino
Sono d’accordo, ma prima di una vera cultura della condivisione è necessaria una cultura della consapevolezza (parafrasando Giusella Finocchiaro alla scorsa GGDBologna). In questo momento c’è molta confusione riguardo l’utilizzo sociale delle informazioni che ci riguardano, anche sul lato legislativo. Ad alcuni la cosa può creare del panico anche perchè l’approccio sembra più quello dell’inseguire la tecnologia per limitarla, anzichè creare consapevolezza. Forse è una questione di contesto ed è un’idea soggettiva, in ogni caso è vero che c’è bisogno di una visione nuova – in questo senso ciò che dice BernersLee può essere provocatorio ma efficace.
31/03/2009 a 5:52 pm
Tiberio
La consapevolezza è una conquista personale, a qualsiasi livello, non si insegna, non si vende e non si prescrive per legge, tutt’al più si dà per scontata. In definitiva, è figlia di una buona educazione (fatta di acquisizione di tecniche e assimilazione di valori civili universali) non di una buona legislazione.
Sembra che la differenza sia sottile, ma io credo che se sostituissimo ciò che è lecito con ciò che è giusto e ciò che è vietato con ciò che è sbagliato, otterremmo una società libera e consapevole.
Senza bisogno di ricorrere ad una teocrazia.