Beh, se è vero che nel 2012 ci sarà la fine del mondo, la tempesta magnetica o quello che è,  io davvero non voglio passare questi pochi anni che mi rimangono a pensare a Noemi e a Papi; cioè, se veramente Veronica Lario deve essere l’unica speranza, davvero preferisco trasferirmi in campagna, vivere totalmente unplugged ma anche wireless-less. E anche se come dice Fra, “Piersilvio e Marina sono solo una metafora di potere e stato delle cose di cui avere coscienza e conoscenza per sapere contro cosa andare”,  beh, guarda, preferisco tapparmi le orecchie e continuare a bere il mio spritz campari.

Prometto, non ne parlerò mai più e mi concentrerò invece solo sulle cose buone che di questo mondo della comunicazione possono venire fuori, pensando a una bella presentazione dedicata al mio nuovo capo di buona volontà  e impeccabile vestito beige per aiutarlo a entrare meglio nel pensiero 2.0, per fare in modo che nuove opportunità si creino per me, per lui, per noi e per tutti, attraverso questo mezzo atrocemente libero che è il web. Partecipiamo, offriamo, discutiamo e mettiamoci in discussione – persona, azienda, gruppo, facciamoci avanti che spazio ce n’è e fughiamo ogni dubbio e contribuiamo a schiarire questa nebbia della ragione che paradossalmente ci rende tutti più morbosamente attenti. La perversione di questi nostri giorni mi pare che sia proprio questa illusione di prendere parte a…  che occupa il nostro tempo (prezioso!) e che forse è solo un meccanismo in cui siamo finiti dentro, con tutte le buone intenzioni, ma che subdolamente mina il nostro senso critico, la nostra attenzione.

Fosse anche solo per puro entertainment che sto su internet, al diavolo la colonnina destra di repubblica, preferisco una navigata sebbene virtuale ma che sia riproduzione di un mondo vero e più vicino al bello, più vicino a me, più vicino a ciò che mi può arricchire e rendere una persona migliore, più cosciente e più informata.

   fra:  lo spettacolo di guzzanti si conclude con funari dall’aldilà che fa “e mo’ ve lascio co’ berlusconi. … che v’ha preparato ‘n’bel piatto de mm….”  
  me:  hahahahhahhahahahah
eh eh
eh
  fra:   sigh 

21

La città comincia a riempirsi di pannelli elettorali; sapete quei cosi di ferro che spuntano all’improvviso sui marciapiedi, intralciando i pedoni e modificando i paesaggi? Tutte le mattine ce n’è uno bello parato davanti all’unico panorama che mi è dato di vedere dal bus prima di entrare in ufficio. Un po’ tipo lo Gnac sulla Luna di Marcovaldo… solo che la fionda qui non funzionerebbe.

mac_vs_pc… e comunque solo per dirvi che ho preso il MacBook da poco e dal pc dell’ufficio continuo a forzare il cursore in basso a destra e sinistra, con frustrante rassegnazione.

Giornate pienissime, viaggi, incontri, persone, lavoro, famiglia e speranze. Back to Bigodino allora, per appuntare due o tre cose.

ggdLa seconda GGD è andata benone. Ho partecipato anche come speaker stavolta, vincendo un po’ la mia timidezza. Daniela ed io siamo intervenute per prime, introducendo il tema “Comunicazione Sociale dal Cb al Web” attraverso un veloce excursus su Baracchino e Chat e inventandoci una sorta di intervista doppia a un Radioamatore e una GeekGirl. Qui trovate la presentazione. 

L’idea iniziale era quella di intervistare la mitica NonnaNedda, la nonna blogger che prima del web comunicava via Cb, e soprattutto le camioniste del blog BUONASTRADA ! …ma purtroppo poco tempo a disposizione per incastrare tutto :( (grazie comunque a Gisella Corradini per la disponibilità :D )

ledGli interventi successivi sono stati uno più interessante dell’altro, grazie agli approfondimenti delle speaker di Server Donne/Women.it – l’esperienza di Fra Fiorini e la web radio - le slide concise e illuminanti di Simona Caraceni (che aveva un badge con LED da paura!)

Il contesto di Palazzo Re Enzo ha dato un tocco tutto particolare all’evento – è stato bello accogliere tutte le iscritte e gli iscritti, conoscere nuovi amici e vedere questo network crescere nella vita reale.

Un ringraziamento particolare anche ai vari Umarells che si sono autoinvitati !!! ^_^  

uma

nonna1

Stiamo lavorando alla seconda serata GGD Bologna.

Parteciperemo al Guglielmo Marconi ICT Global Forum venerdì 24 aprile con un intervento dedicato alla radio e al web, con uno sguardo particolare alla storia delle community dal baracchino (sì, il mitico CB proprio lui!) al social network.

Al lavoro!

100_2539Guidare a 20 all’ora sul lungomare del paese, accompagnare i nonni per le spese: nonna il pesce direttamente dai pescatori della marina e nonno la gazzetta del sud. Ora lavorare al computer alla scrivania sotto la finestra, da fuori il profumo della zagara e il verde del pitosforo, del ficus, della bouganvillea, della yucca.

lego-digital-camera

…oltre alla striscia di Mr. Wiggles  a tema Twitter e Facebook :D , riporto la cartolina riguardante la campagna elettorale algerina. Vedere replicare fenomeni di comunicazione su scala globale è molto curioso quando avviene in contesti molto diversi tra loro- l’approccio 2.0 della campagna elettorale obamiana era rivolto ad una nazione che sappiamo essere ben internettizzata, informatizzata. In Algeria lo è un po’ meno, ma è un tentativo.

Liberté
Algeria
30 marzo 2009-
La campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 9 aprile ha invaso la rete. “I leader politici algerini”, scrive il quotidiano Liberté, “cercano di stare al passo con i tempi e di seguire l’esempio di Obama. Ma i risultati sono ancora incerti”. 
I siti di Moussa Touati (Fronte nazionale algerino) e Djahid Younsi (El Islah) si limitano a esporre le biografie e i programmi elettorali, oltre a qualche foto e ai frammenti dei comizi. La pagina di Mohamed Saïd (Partito libertà e giustizia) è più ricca: ci sono i video della campagna elettorale e le rassegne stampa.

cart-22040

Il sito del partito nazionalista Ahd 54 di Ali Fawzi Rebaine, invece, è chiuso per mancato pagamento del dominio. I più ricchi e aggiornati sono i siti della candidata trotskista Louisa Hanoune (Partito dei lavoratori) e del presidente in carica Abdelaziz Bouteflika. Entrambi hanno anche un account su Facebook. 

Il sito di Bouteflika è l’unico a reggere il confronto con gli standard internazionali, essendo dotato di una web-tv e di un forum in cui è possibile parlare con il presidente. Anche i sostenitori del boicottaggio hanno deciso di far sentire la loro voce sul web. “Peccato che solo il dieci per cento della popolazione usi internet”, conclude Liberté.

dal sito di Internazionale

Si parlava di regole di SEM, keywords e blablabla e a proposito di pratiche scorrette tra competitor tipo Conquest Buy*, mi è stato fatto notare che, se proprio non si tratta di sviste di chi operativamente compila le liste di parole chiave (mah), la colpa non per forza deve essere delle aziende concorrenti (intese come sedi centrali, responsabili di campagne sem…) piuttosto potrebbe esserlo dei singoli associati/affiliati/unità sul territorio che, almeno negli Stati Uniti, big_lebowsky1pare si adoperino spesso in autonome campagne di visibilità online e acquisto di keywords. Il bottegaio statunitense può anche essere un gran figo, ma quello italiano non ce lo vedo a ragionare per cpc e cpa (con tutto il rispetto per il bottegaio italiano!). Per ciò che mi è dato osservare, le piccole sedi sul territorio sono campionesse di creatività quando si tratta di offline e il possibile disallineamento rispetto alla comunicazione centrale non sempre è visto come un problema, in quanto presidiando il territorio le unità locali sanno come meglio rivolgersi ai pubblici di riferimento. Invece per l’online il loro impegno tecnologico non è mai andato oltre i piccoli siti fatti in casa e adesso, certamente lontani dall’acquisto di keywords per promuovere un mercato circoscritto, cominciano a notarsi le prime iniziative di web sociale e partecipativo, ovviamente grazie ai gruppi di Facebook. Se è vero che per sistemi a organizzazione complessa è necessario un punto di comunicazione centralizzato, per garantire coerenza e chiarezza, è anche vero che le manifestazioni spontanee e dal territorio sono inevitabili e andrebbero valorizzate anche online. Magari saranno proprio i microfenomeni dalla base di un sistema aziendale a smuovere un po’ il vertice e spingerlo a partecipare, soprattutto perchè la regola per cui è la struttura centrale a dare la forza propulsiva alla comunicazione del brand (con potere di acquisto di spazi tv ecc…) nel network sociale la stessa regola può essere sovvertita. E se i dipendenti di un singolo punto vendita per fare il gruppo su Fb storpieranno il logo isituzionale, vabè pazienza!

Comunque per tornare al discorso del sospetto conquest buy che avevamo notato, la keyword se l’era magnata proprio il competitor in persona! altro che bottegaio…

*Conquest buy è quella pratica per cui si acquista tra le keyword anche il marchio del concorrente, diversa dal Piggy Backing con cui, in maniera altrettanto scorretta, nome e/o claim del concorrente vengono usate in chiaro ed esplicitamente negli annunci AdWords. Se cercando il vostro marchio su Google associandolo ad un’altra parola vi vengono fuori risultati di un competitor, potrebbe non trattarsi di un caso di Conquest Buy ma di un effetto del c.d. meccanismo di Broad Match per cui il motore di ricerca tira fuori risultati corrispondenti a una sola delle due keywords usate per la ricerca. Visto quante cose ho imparato? ;-)