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www.123people.it

Le pagine gialle delle persone, l’elenco web di tutte le info, i profili, i link associati a un nome e cognome.  Sono in esplorazione,  la ricerca si incasina un po’ con i soliti problemi di omonimia, ma non più di quanto farebbe un altro motore di ricerca… Anche se il posizionamento raggiunto su Google qui pare non avere effetto :( Molto curiosa invece la TagCloud :)

Dimmi come ti chiami e ti dirò che TagCloud sei… ma sta Valentina chi è??tagcloud

Giornate pienissime, viaggi, incontri, persone, lavoro, famiglia e speranze. Back to Bigodino allora, per appuntare due o tre cose.

ggdLa seconda GGD è andata benone. Ho partecipato anche come speaker stavolta, vincendo un po’ la mia timidezza. Daniela ed io siamo intervenute per prime, introducendo il tema “Comunicazione Sociale dal Cb al Web” attraverso un veloce excursus su Baracchino e Chat e inventandoci una sorta di intervista doppia a un Radioamatore e una GeekGirl. Qui trovate la presentazione. 

L’idea iniziale era quella di intervistare la mitica NonnaNedda, la nonna blogger che prima del web comunicava via Cb, e soprattutto le camioniste del blog BUONASTRADA ! …ma purtroppo poco tempo a disposizione per incastrare tutto :( (grazie comunque a Gisella Corradini per la disponibilità :D )

ledGli interventi successivi sono stati uno più interessante dell’altro, grazie agli approfondimenti delle speaker di Server Donne/Women.it – l’esperienza di Fra Fiorini e la web radio - le slide concise e illuminanti di Simona Caraceni (che aveva un badge con LED da paura!)

Il contesto di Palazzo Re Enzo ha dato un tocco tutto particolare all’evento – è stato bello accogliere tutte le iscritte e gli iscritti, conoscere nuovi amici e vedere questo network crescere nella vita reale.

Un ringraziamento particolare anche ai vari Umarells che si sono autoinvitati !!! ^_^  

uma

Si parlava di regole di SEM, keywords e blablabla e a proposito di pratiche scorrette tra competitor tipo Conquest Buy*, mi è stato fatto notare che, se proprio non si tratta di sviste di chi operativamente compila le liste di parole chiave (mah), la colpa non per forza deve essere delle aziende concorrenti (intese come sedi centrali, responsabili di campagne sem…) piuttosto potrebbe esserlo dei singoli associati/affiliati/unità sul territorio che, almeno negli Stati Uniti, big_lebowsky1pare si adoperino spesso in autonome campagne di visibilità online e acquisto di keywords. Il bottegaio statunitense può anche essere un gran figo, ma quello italiano non ce lo vedo a ragionare per cpc e cpa (con tutto il rispetto per il bottegaio italiano!). Per ciò che mi è dato osservare, le piccole sedi sul territorio sono campionesse di creatività quando si tratta di offline e il possibile disallineamento rispetto alla comunicazione centrale non sempre è visto come un problema, in quanto presidiando il territorio le unità locali sanno come meglio rivolgersi ai pubblici di riferimento. Invece per l’online il loro impegno tecnologico non è mai andato oltre i piccoli siti fatti in casa e adesso, certamente lontani dall’acquisto di keywords per promuovere un mercato circoscritto, cominciano a notarsi le prime iniziative di web sociale e partecipativo, ovviamente grazie ai gruppi di Facebook. Se è vero che per sistemi a organizzazione complessa è necessario un punto di comunicazione centralizzato, per garantire coerenza e chiarezza, è anche vero che le manifestazioni spontanee e dal territorio sono inevitabili e andrebbero valorizzate anche online. Magari saranno proprio i microfenomeni dalla base di un sistema aziendale a smuovere un po’ il vertice e spingerlo a partecipare, soprattutto perchè la regola per cui è la struttura centrale a dare la forza propulsiva alla comunicazione del brand (con potere di acquisto di spazi tv ecc…) nel network sociale la stessa regola può essere sovvertita. E se i dipendenti di un singolo punto vendita per fare il gruppo su Fb storpieranno il logo isituzionale, vabè pazienza!

Comunque per tornare al discorso del sospetto conquest buy che avevamo notato, la keyword se l’era magnata proprio il competitor in persona! altro che bottegaio…

*Conquest buy è quella pratica per cui si acquista tra le keyword anche il marchio del concorrente, diversa dal Piggy Backing con cui, in maniera altrettanto scorretta, nome e/o claim del concorrente vengono usate in chiaro ed esplicitamente negli annunci AdWords. Se cercando il vostro marchio su Google associandolo ad un’altra parola vi vengono fuori risultati di un competitor, potrebbe non trattarsi di un caso di Conquest Buy ma di un effetto del c.d. meccanismo di Broad Match per cui il motore di ricerca tira fuori risultati corrispondenti a una sola delle due keywords usate per la ricerca. Visto quante cose ho imparato? ;-)

Dal blog Girl Geek Dinners Bologna

RAW DATA NOW! Ovvero ciò che Tim Berners-Lee, il creatore del WWW ormai 20anni fa, ci invita a pretendere oggi, per preparare la prospettiva di domani: un’intelligenza condivisa e potente al servizio di tutti.

Uno scenario non troppo lontano se pensiamo che le interconnessioni tra dati disponibili sono un vantaggio già adesso. Eppure sembra quasi impossibile da immaginare un mondo senza db proprietari, ed è inquietante pensare di perdere il controllo su dati che ci riguardano e che produciamo. Ma la condivisione di dati può essere davvero vantaggiosa: potrebbe facilitare le istituzioni e la burocrazia, non ultimo accelerare la ricerca scientifica e tecnologica…